{"id":1535,"date":"2018-12-24T19:42:14","date_gmt":"2018-12-24T18:42:14","guid":{"rendered":"http:\/\/isisdenicola.serviziperlapa.it\/wp\/2018\/12\/24\/aspettando-il-natale\/"},"modified":"2018-12-24T19:42:14","modified_gmt":"2018-12-24T18:42:14","slug":"aspettando-il-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/isisdenicola.edu.it\/2018\/12\/24\/aspettando-il-natale\/","title":{"rendered":"Aspettando il Natale"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Delle tradizioni letterarie e figurative intorno al Natale parlavo spesso con Romeo De Maio, mio maestro, che puntualmente mi invitava a servirmi degli strumenti filologici, in particolare della filologia d\u2019arte, per coglierne simboli e linguaggi. D\u2019altra parte, lo sapeva bene il teologo Karl Barth, considerato da Pio xiiil pi\u00f9 profondo dai tempi di Tommaso d\u2019Aquino, che sulla Volta Sistina di Michelangelo e nelle partiture musicali di Beethoven ritrovava peculiari rivelazioni del divino.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Al Professore, come amavo chiamarlo, devo anche l\u2019invito a riflettere criticamente sull\u2019autonomia di coscienza del Buonarroti, una costante nella sua opera e nel vissuto biografico, che port\u00f2 il Maestro a contrapporsi per tutto l\u2019arco della sua vita all\u2019ideologia del potere e alla prevaricazione dell\u2019autorit\u00e0. Kant pose non a caso Michelangelo al principio della svolta, costruendo su di lui la genealogia della modernit\u00e0: \u00e8 il primo dei moderni, scrisse in un frammento dell\u2019<em>Antropologia<\/em>, e il suo spirito si \u00e8 reincarnato in Newton dopo essere passato per Galilei.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Goethe, al pari di Kant, considerava Michelangelo il primo dei moderni, specialmente dopo averne ammirato a Romala Volta Sistina e i suoi simboli universali. Scoperta del Buonarroti fu la disperazione di Ges\u00f9, a cominciare dai dolorosi presentimenti dell\u2019infanzia, per cui non deve stupire se per settantacinque anni condusse uno studio senza sosta sulla passione di Cristo. Studio portato avanti fino a tre giorni prima della morte sulla <em>Piet\u00e0 Rondanini<\/em>, in cui il Maestro volle esprimere il concetto umanistico che Cristo,con il volto appena abbozzato, costituisce ricerca ininterrotta dell\u2019individuo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Secondo la concezione di Michelangelo, che aveva studiato con rara intensit\u00e0 la nativit\u00e0 di Ges\u00f9 e la sua infanzia, muovendosi con senso critico e perizia filologica tra le fonti della fede, Cristo era stato un essere tragico secondo l\u2019accezione umanistica, ossia tutto pervaso dalla <em>dignitas hominis<\/em>. Quella dignit\u00e0 dell\u2019uomo che in questo specifico contesto significa essenzialmente libert\u00e0 di pensiero e coscienza autonoma. Il protestante Barth, lettore entusiasta di Schleiermacher e Kant, mutuava proprio da Michelangelo il concetto di <em>fides quaerens intellectum<\/em>, ossia dell\u2019intelletto che sostiene la fede, espresso particolarmente nell\u2019oscuro e tardo disegno michelangiolesco <em>L\u2019adorazione dei pastori<\/em>, che costitu\u00ec tra l\u2019altro il modello di un\u2019incisione ad acquaforte e bulino di Gian Battista Franco: vi si afferma l\u2019idea che la mente umana, accostandosi al mistero del Cristo appena nato,non contempla, ma \u00e8 portata a disputare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Come non richiamare in questo contesto una peculiare fonte michelangiolesca come la tavola dell\u2019<em>Adorazione dei Magi <\/em>di Leonardo, conservata agli Uffizi di Firenze: per Leonardo, al pari di Michelangelo, la disputa essenzialmente \u00e8 ricerca che serve ad approfondire la fede, non mera adorazione apologetica. E i Magi vengono considerati da Michelangelo maestri del dubbio nel senso che lo comunicavano a chiunque li accostasse. \u00c8 infatti motivo peculiare dell\u2019Umanesimo concepire l\u2019essere come un individuo-soggetto che antepone la dimensione della libert\u00e0 di pensiero, di parola e di domanda all\u2019appagamento effimero nelle autorit\u00e0 ordinatrici e obbliganti, scegliendo di vivere nel dubbio civile e nella <em>parrhesia<\/em>. Il che fu compreso bene proprio da Leonardo, il quale, ricordando una celebre sentenza di Orazio (<em>Satira <\/em><span>x<\/span>, vv. 59-60), fece osservare che \u00abIddio ci vende tutti li beni per prezzo di fatica\u00bb(Windsor Castle, Royal Library, <span>Leonardo da Vinci<\/span>, ms. <em>Windsor<\/em>,f. 12642<em>v<\/em>).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Nessuno come Leonardo sa introdurre alla dimensione intima del Natale d\u2019affetto, che si serve della poesia per cogliere il mistero del divino e i suoi simboli: la Madonna dipinta sulla ricordata Tavola degli Uffizi ha consapevolezza che nulla potr\u00e0 distrarla, nemmeno i Magi in processione con i loro doni; e sa anche che non potr\u00e0 mai distrarre il Bambino dal suo crudele destino. \u00c8 evidente l\u2019affinit\u00e0 della Tavola leonardiana degli Uffizi con la <em>Madonna di Senigallia<\/em> di Piero della Francesca, esposta nella Galleria Nazionale di Urbino. In particolare, lo \u00e8 per la dolorosa tenerezza mostrata da Piero verso il Cristo e per il senso della fede concepita come fatica della ricerca, pi\u00f9 che come conforto di una certezza. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Raffaello recupera invece il concetto natalizio del sacrificio nella <em>Sacra famiglia con l\u2019agnello<\/em> esposta al Prado di Madrid, in cui rivela un senso profondo di angoscia nel triste presagio che il Bambino sar\u00e0 sacrificato come l\u2019agnello su cui siede a cavalcioni. Presagio che si coglie anche nella sua straordinaria <em>Madonna Sistina<\/em>,<span>in esposizione a Dresda <\/span>e posteriore di circa sei anni alla Tavola del Prado. Quello di Cristo \u00e8 infatti anche un dramma umano, come il menzionato Karl Barth intuir\u00e0 come pochi nel Novecento.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Dramma umano che Caravaggio espresse magistralmente nella <em>Deposizione di Cristo<\/em> della Pinacoteca Vaticana, commissionata al Merisi non prima della primavera del 1600 (e non oltre il 1602) e realizzata per la cappella della Piet\u00e0 alla Chiesa Nuova dei padri dell\u2019Oratorio. In questo dipinto Caravaggio mostra di aver recepito in pieno le loro preferenze iconografiche e i motivi di fondo dell\u2019erudizione filippina, ispirati al primitivismo cristiano, al corrente gusto antiquario e al pauperismo evangelico. Non \u00e8 da escludere che lo stesso Cesare Baronio, padre della storiografia ecclesiastica cattolica e successore di Filippo Neri alla guida dell\u2019Oratorio, sia stato in questo contesto un diretto interlocutore del Merisi e abbia fornito specifiche indicazioni iconografiche ai fini della formulazione della <em>Deposizione<\/em>. E non si pu\u00f2 nemmeno escludere che il volto di Nicodemo, il quale stringe a s\u00e9 Cristo morto tenendolo sollevato per le gambe, siaproprio quello del cardinal Baronio, che con le sue \u00abhistorie\u00bb intendeva riscoprire su basi filologiche la purezza della Chiesa primitiva e ridarle il suo volto pi\u00f9 autentico.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Con questa sua tela Caravaggio riport\u00f2 il dibattito intorno alla passione di Cristo sul terreno drammatico della testimonianza religiosa di vita, volendo quasi rassicurare non solo gli astanti, ma i suoi stessi conemporanei, che Ges\u00f9 \u00e8 prima di tutto nella storia. In sintonia con la cultura dell\u2019Oratorio, \u00e8 percepibile nel Merisi l\u2019esigenza di rivivere nel presente la sua Passione ancorandola alla verit\u00e0 storica, ossia alla verit\u00e0 intesa come ricerca. Caravaggio si sentealla ricerca dell\u2019umanit\u00e0 di Cristo e del divino nella storia. Non a caso, nella contemporanea<em>Presa di Cristo nell\u2019Orto<\/em>, conservata presso l<br \/>\na National Gallery of Ireland di Dublino, volle ritrarsi con la lanterna, come Diogene.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Auguro perci\u00f2 a Voi tutti, studenti, famiglie, amici e componenti della nostra comunit\u00e0 educante, un Natale d\u2019affetto, da vivere sulla scia di Michelangelo e Caravaggio nell\u2019inquietudine etica e nella fatica della ricerca.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"IT\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\">Stefano Zen<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: verdana, geneva;\"><strong><span lang=\"IT\">[Referenze bibliografiche: K. Barth<\/span><span lang=\"IT\">,L\u2019Epistola ai Romani (1922), cura, introduzione e traduzione di G. Miegge, <\/span><\/strong><span lang=\"IT\">Milano, Feltrinelli, 2009; <strong><span>Idem<\/span><\/strong>, <strong>Anselmo d\u2019Aosta.<\/strong>Fides quaerens intellectum<strong>. La prova dell\u2019esistenza di Dio secondo Anselmo nel contesto del suo programma teologico (1931), a cura di M. Vergottini,<\/strong> Brescia, Morcelliana, 2001; <strong><span>Id.<\/span>,L\u2019umanit\u00e0 di Dio. L\u2019attualit\u00e0 del messaggio cristiano (1956), a cura e con un saggio di S. Rostagno,<\/strong><span>iii<\/span> ed., Torino, Claudiana, 2010; <span>R. De Maio<\/span>, <em>Riforme e miti nella Chiesa del Cinquecento<\/em>, Napoli, Guida, 1973 (<span>ii<\/span><span> ed.: <\/span>Napoli, Guida, 1992); <span>Id.<\/span>, <em>Michelangelo e la Controriforma<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 1978 <\/span><span class=\"listedetailvalue1\"><span lang=\"IT\">(<span>ii <\/span>ed.: <\/span><\/span><span lang=\"IT\">Roma-Bari, Laterza, 1981; <span>iii<\/span> ed.: Firenze, Sansoni, 1990); <span>Id.<\/span>, <em>Rinascimento lievemente narrato<\/em>, Napoli, Guida, 1993; <span>Id.<\/span>,<em> Rinascimento senza toga<\/em>, Napoli, Alfredo Guida, 1999; <span>C. Dionisotti<\/span>, <em>Leonardo uomo di lettere<\/em>, \u00abItalia medievale e umanistica\u00bb, 5 (1962), pp. 183-216; <\/span><span lang=\"EN-US\">L. Gulia-I. Herklotz-S. <\/span><span lang=\"IT\">Zen (<\/span><span lang=\"IT\">a cura di<span>)<\/span>, <em>Societ\u00e0, cultura e vita religiosa in et\u00e0 moderna. Studi in onore di Romeo De Maio<\/em>, Sora, Centro di Studi Sorani \u00abVincenzo Patriarca\u00bb, 2009; <\/span><span lang=\"EN-US\">I. Kant<\/span><span lang=\"EN-US\">,<em><span>Handschriftlicher Nachlass<\/span><\/em><span>, vol. <span>ii<\/span>\/2, <em>Anthropologie<\/em>, 2,<\/span> Berlin-Leipzig, De Gruyter, 1923; <\/span><span lang=\"IT\">G. Scarpat<\/span><span lang=\"IT\">,<em> Parrhesia greca, parrhesia cristiana<\/em>, Brescia, Paideia, 2001; <span>S. Zen<\/span><span>, <\/span><em>Baronio storico. Controriforma e crisi del metodo umanistico<\/em>, prefazione di R. De Maio, Napoli, Vivarium, 1994; <span>Id., <\/span><em><span>Filologia d\u2019arte e simbologie del Natale<\/span><\/em><span>, in <em>Frammenti di filosofia contemporanea<\/em>, vol. <\/span><\/span><span class=\"listedetailvalue1\"><span lang=\"IT\">xxiv<\/span><\/span><span lang=\"IT\">, a cura di I. Pozzoni, Villasanta (MB), Limina Mentis, 2018, pp. 107-118<\/span><span lang=\"IT\">; <span>Id., <\/span><em><span>L\u2019et\u00e0 moderna di Romeo De Maio: problemi e prospettive<\/span><\/em><span>, in <em>Frammenti di filosofia contemporanea<\/em>, vol. <\/span><\/span><span class=\"listedetailvalue1\"><span lang=\"IT\">xxvii<\/span><\/span><span lang=\"IT\">, a cura di I. Pozzoni, Villasanta (MB), Limina Mentis, 2018, in stampa<\/span><span lang=\"IT\">; A. Zuccari, <em>Caravaggio controluce. Ideali e capolavori, <\/em>prefazione di M. Calvesi, Ginevra-Milano, Skira, 2011].<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Delle tradizioni letterarie e figurative intorno al Natale parlavo spesso con Romeo De Maio, mio maestro, che puntualmente mi invitava a servirmi degli strumenti filologici, in particolare della filologia d\u2019arte, per coglierne simboli e linguaggi. 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