Casi di sospetta positività al Covid-19
Se uno studente a scuola mostra i sintomi di coronavirus va isolato e assistito da un adulto con la mascherina. Si precisa che i sintomi possono essere comuni, meno comuni e gravi. AI primo gruppo appartengono i seguenti sintomi: febbre, tosse secca e spossatezza. Meno comuni sono i seguenti sintomi: indolenzimento e dolori muscolari, mal di gola, diarrea, congiuntivite, mal di testa, perdita del gusto e dell’olfatto, eruzione cutanea o scolorimento delle dita delle mani e dei piedi spossatezza; infine vengono considerati gravi sintomi quali difficoltà respiratoria, oppressione o dolore al petto, perdita della facoltà di parola e o di movimento. I genitori dovranno subito essere avvisati. Il Referente COVID- 19 dell’Istituto E. De Nicola contatterà le famiglie in tutti i casi. Una volta a casa i genitori/tutori contatteranno il medico di famiglia. Se il test è positivo, il dipartimento di prevenzione ASL valuterà le decisioni da prendere: si potrà prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come “contatti stretti”.La chiusura della scuola o parte della stessa dovrà essere valutata in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità ed in ogni caso, essa è stabilita dal DdP. Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata. Queste sono le indicazioni contenute nel documento tecnico messo a punto da Istituto superiore di sanità, ministeri della Salute e dell’Istruzione, Fondazione Bruno Kessler, Regioni Veneto ed Emilia-Romagna. È opportuno sintetizzare con uno schema le misure da adottare per studenti ed operatori scolastici in caso di sospetta positività al coronavirus.
Prof.ssa Carla Crescenzi